Vernice, Favara

28-29 giugno 2014
Casa A. Majorca, Palazzo Cafisi, Favara
Parking 095 presenta
VERNICE

Progetto a cura di Donatella Giordano e Katiuscia Pompili.

Giovanni Albanese, Fabrizio Basso, Iginio De Luca, Emilio Fantin, Felice Levini, Giancarlo Norese, Tiziana Pers, Cesare Pietroiusti, Gianni Pioventini, Luigi Presicce, Delphine Reist.

Le mostre e gli eventi temporanei sono da anni pratica privilegiata dagli artisti che cercano di instaurare un dialogo diretto con la popolazione del luogo in cui sono chiamati ad operare. L’attenzione si sposta dunque sul “processo di creazione” come momento di partecipazione o come suggerisce Derrida, luogo di “coabitazione”, di apertura all’ «estraneità dell’estraneo».
Sostiene Vattimo che “i linguaggi e i generi artistici” non possono essere considerati dei “sistemi raffigurativi poiché se così fosse si lascerebbero sfuggire i tratti complessi del mondo e della vita vissuta”. Si pone, dunque, l’esigenza di “mettere in discussione la pura valenza ‘estetica’” e di “prenderli sul serio come eventi, rifiutandosi di ridurli a ‘immagini di immagini’”.
Vernice presenta undici telefonate agli artisti che hanno aderito al progetto, realizzate in forma di monologo, registrate grazie ad un’app per smartphone. L’assenza di risposta attribuisce al pubblico il ruolo di interlocutore. Le voci irrompono nelle sontuose e decadenti sale di Casa Majorca accompagnando lo spettatore alla scoperta dell’abitazione che attraverso l’architettura, la decorazione e lo status di abbandono parla della sua storia.
L’operazione situation-specific pone, inoltre, l’attenzione sul presenzialismo delle inaugurazioni. L’opening, forse l’unico evento sociale in cui il mondo dell’arte si ritrova e in cui l’opera d’arte dovrebbe rappresentare il fulcro della discussione, diviene spesso solo un pretesto per tessere relazioni di convenienza.
Le voci e i racconti degli artisti disegnano una rete a più maglie dove il processo critico porta a punti di contatto e di messa in discussione, in un confronto aperto e senza filtri. Un primo passo verso la condivisione e la costituzione di una piattaforma comune, itinerante e polifonica realizzata in un paese caratterizzato dall’abbandono abitativo del centro storico, dalla massiccia emigrazione e dall’abusivismo edilizio.
Casa Majorca, presentata ai favaresi nella sua nudità e nella sua essenza, lascia al pubblico la libertà di muoversi in uno spazio vuoto ma colmo di segni, memorie e voci. Il pubblico come attore responsabile del proprio territorio e di un futuro comune costruito sulle macerie di una storia avvenuta per delega attraverso decisioni non condivise.

parking095.blogspot.it

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