Books! Dagli anni sessanta ad oggi

BOOKS! dagli anni Sessanta a oggi. Libri d’artista della collezione Liliana Dematteis è il titolo della mostra organizzata da Artelibro, con la collaborazione del Mart – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, che si svolgerà dal 17 settembre al 31 ottobre 2008 presso la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna (Bologna).

Nel panorama italiano la collezione di Liliana Dematteis è senza dubbio una delle più rappresentative, non solo per la grande quantità di materiali, più di 1000 volumi, ma in particolare per la loro qualità, dovuta all’oculatezza con la quale sono stati selezionati. Infatti, Liliana Dematteis oltre ad essere un’appassionata di questa particolare forma espressiva ne è prima di tutto una preparata studiosa e storica. È anche grazie a lei che negli ultimi 10 anni l’attenzione verso il libro d’artista è cresciuta in modo considerevole e si sono moltiplicate le mostre e le pubblicazioni che approfondiscono questa modalità dell’arte contemporanea. In particolare si deve alla Dematteis una fondamentale ricognizione di tutta la produzione italiana, pubblicata nel 1998 insieme a Giorgio Maffei.

La mostra si sviluppa con un percorso cronologico, che arriva fino a oggi, partendo dai primi anni Sessanta, momento in cui, a parere unanime della critica, numerosi artisti hanno iniziato a usare in modo consapevole questa forma espressiva.
Sono documentate le esperienze pionieristiche degli anni 60, dando rilievo al contributo di Ed Ruscha, da molti considerato il vero e proprio iniziatore di questa pratica. Accanto all’artista statunitense si trovano concettuali sia stranieri, ad esempio Robert Barry, Joseph Kosuth, Douglas Huebler e Lawrence Weiner, sia italiani, in particolare appartenenti all’arte povera. Le caratteristiche del libro, quali la riproducibilità a basso costo e in grandi quantità e la facilità di circolazione, risultano congeniali anche agli operatori del gruppo internazionale Fluxus. Sono esposti lavori di John Cage, Giuseppe Chiari, Dieter Roth e Daniel Spoerri, insieme all’ideale manifesto del movimento An anthology, edito nel 1963 da La Monte Young e Jackson Mac Low.

Si consolida negli anni 70 la tendenza di alcuni artisti che lavorano sul corpo – come Gilbert & George, Ketty La Rocca, Gina Pane e Giuseppe Penone – o più in generale con la performance – Franco Vaccari -, a documentare le proprie azioni, raccogliendo fotografie e testi. Le pagine diventano il luogo deputato a fermare le tracce di questi eventi, non offrendo però solo una semplice testimonianza dell’accaduto ma assumendo un proprio valore estetico, diventando esse stesse parte di un’opera d’arte.

Punto di forza dell’esposizione è la rassegna di libri datati dagli anni 90 ad oggi. Intensa, ma poco conosciuta, è infatti la produzione a noi più vicina che verrà rappresentata in mostra da volumi sia di artisti ormai consacrati nel panorama internazionale come Marina Abramovic, Reneé Green, Rebecca Horn, Antoni Muntadas, Ettore Spalletti e Peter Wuthrich ma anche di giovani, ma già consolidati, italiani tra i quali Stefano Arienti, Monica Bonvicini, Paolo Canevari, Eva Marisaldi, Marzia Migliora, Giancarlo Norese e Luca Vitone.

In occasione della mostra sarà realizzato un catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale, contenente le immagini di tutte le opere esposte e un’intervista a Liliana Dematteis, che ripercorre le fasi di sviluppo della propria collezione parallelamente alle vicende del libro d’artista e dei suoi protagonisti.

A cura di Melania Gazzotti
Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
Via delle Donzelle 2, Bologna

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